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I vantaggi e le modalità per seguire nel modo migliore i percorsi formativi post laurea

LE NUOVE NORME CHE PREVEDONO L’ATTIVAZIONE E L’ACCESSO A PERCORSI FORMATIVI SPECIALIZZANTI, APRONO IMPORTANTI OPPORTUNITÀ PER LA PROFESSIONE INFERMIERISTICA UNIVERSITÀ: IL LUNGO CAMMINO DELLA RIFORMA


L' affermarsi dei nuovi modelli sanitari e l’innovazione tecnologica impongono agli infermieri l’acquisizione di competenze avanzate, sia nell’area del management e della leadership, sia nel governo dei processi assistenziali attuati nella comunità. Diventa pertanto difficile mantenere un atteggiamento che tenda a procrastinare il cambiamento: il futuro, per molti versi, è già qui e con esso dobbiamo confrontarci da subito. Assistiamo così allo sviluppo pressoché quotidiano di contesti organizzativi complessi che richiedono modalità di lavoro in équipe, ma anche una flessibilità organizzativa e procedurale capace di evolversi continuamente, caratterizzata dai seguenti fattori:

  • razionalizzazione dei servizi sanitari di degenza e interventi nella comunità e al domicilio;
  • sviluppo di servizi di assistenza alla persona in condizioni di cronicità;
  • necessità di alta integrazione socio-sanitaria;
  • scarsa differenziazione delle funzioni degli operatori sanitari che hanno invece necessità di individuare con precisione le attività di specifica competenza e la relativa ottimizzazione, allo scopo di garantire l’evidenza scientifica e l’appropriatezza del profilo di cura;
  • contestualizzazione di linee guida e costruzione di processi che richiedono particolare attenzione all’apprendimento di competenze trasversali, oltre a quelle specifiche.

Alla luce di quanto sopra sono dunque da considerare positivamente le indicazioni e le norme che istituiscono i percorsi formativi post-Iaurea, nell’ambito delle aree previste dal Dm 739/94. In questo ambito (e in riferimento al Decreto del ministero dell’Università 509/99) quello dei Master rappresenta un iter formativo post laurea che si caratterizza per la costruzione di percorsi professionali altamente specialistici e professionalizzanti. In particolare tratteremo in questa pagina del Master di primo livello a cui si accede dopo la laurea triennale. Gli obiettivi del Master sono quelli di garantire una competenza professionale avanzata, orientata ai problemi prioritari di salute della collettività e dei servizi afferenti alle aree specialistiche. Il Master è finalizzato ad approfondire le competenze dell’infermiere in una delle aree di formazione specialistica individuale nel Dm 739/94 (sanità pubblica; pediatna; salute mentale-psichiatria; geriatria; area critica). Attualmente è importante contenere i percorsi dei Master all’interno delle aree individuate dal decreto citato: un loro sviluppo indefinito su singoli aspetti di clinica o di assistenza, infatti, finirebbe con lo svalutare il titolo medesimo, portando la specializzazione su un terreno più vicino a quello della formazione continua. Con la partecipazione ai Master un professionista può ottenere numerosi vantaggi. Si va da un innalzamento del proprio livello di conoscenze, fino a quello delle proprie capacità relazionali e delle abilità tecniche/operative; in questo modo il professionista ac quista visibilità all’interno dell’équipe professionale e nei confronti del cittadino assistito. Allo stesso tempo è possibile acquisire un titolo giuridicamente riconosciuto in un’area specialistica. Questo titolo sarà poi ‘spendibile’ nella contrattazione regionale e aziendale. E, infine, la partecipazione ai Master consente di acquisire un curriculum con una "banca di saperi" che potranno essere presentati come credito nei percorsi accademici successivi (es.: laurea specialistica, Master di secondo livello ecc.).

Linee di organizzazione
L’organizzazione dei Master è diversificata in base ai regolamenti di ciascun Ateneo, tenendo conto anche delle Linee guida formulate dalla Federazione Ipasvi. Il Master è articolato in moduli che sviluppano il profilo di competenza nelle aree specialistiche; ha una durata complessiva di 1500 ore, corrispondenti, di norma, a 60 Crediti formativi universitari (Cfu) comprensivi di:

  • attività didattica formale ed esercitazioni (1/3 circa);
  • attività di studio guidato (1/3 circa);
  • insegnamento-apprendimento clinico/tirocinio (1/3 circa).

deve Sono previste valutazioni di fine modulo e la certificazione delle competenze acquisite in tirocinio. Per il conseguimento del titolo Master lo studente sostiene un esame finale che consiste nella presentazione di un elaborato scritto, subordinato alla frequenza di almeno l'80 per cento del corso (per la parte teorica) e del 100 per cento della parte pratica oltre che al superamento con esito positivo degli esami e della valutazione del tirocinio. Per accedere al Master di primo livello è necessario aver conseguito la laurea triennale in Infermieristica oppure possedere il titolo di infermiere ai sensi del Dm 27/7/2000 e della legge 1/02. Per l’ammissione al Master occorrono oltre al diploma di infermiere anche il diploma di maturità quinquennale. Alcuni regolamenti richiedono anche un periodo di anzianità di servizio. Il titolo rilasciato è riconosciuto a livello nazionale secondo i dettami del Decreto del Murst 509/99 e secondo la legge 1/02. Per un riconoscimento "estensivo" del percorso formativo sarà però necessario compiere ancora alcuni passi: in particolare, a livello regionale e aziendale, dovranno essere stipulati accordi (mediati dalle organizzazioni sindacali e dai Collegi) per un adeguato collocamento giuridico di chi ha conseguito il Master negli organigrammi che valorizzano le competenze raggiunte, sia dal punto di vista dell’esercizio professionale, sia dal punto di vista economico. Va comunque ricordato che i Master sono profondamente differenti dai Corsi di perfezionamento universitari: i primi, infatti, sono caratterizzati da un percorso definito che conduce a un titolo riconosciuto giuridicamente, I secondi, invece, prevedono percorsi di formazione più brevi che conducono, in genere, a un’attestazione di frequenza.

Una scelta meditata
Un infermiere può scegliere il Master in base sia a proprie aspettative (manageriali o professionali), sia in base agli obiettivi di sviluppo delle Aziende, quindi necessità di professionalità specializzate. Ma può anche accedervi grazie alle opportunità formative offerte dalle sedi universitarie presenti nel territorio di residenza, oppure alla luce dei costi da sostenere e degli eventuali supporti economici delle Aziende (ad esempio: specifiche borse di studio). In futuro è auspicabile che percorsi Master siano attivati in tutte le sedi universitarie — anche alla luce della proposta formulata della Federazione lpasvi — e che il criterio di scelta si basi sulla qualità del corso e delle competenze che certifica.Va ricordato che i Master rilasciano Cfu spendibili nel proseguimento degli studi accademici. Relativamente alla correlazione con i Crediti di formazione continua Ecm, la Commissione nazionale Ecm del ministero della Salute ha dichiarato che: "...è esonerato dall’obbligo dell’Ecm il personale sanitario che frequenta, in Italia o all’estero, corsi di formazione post-base propri della categoria di appartenenza (corso di specializzazione, dott arato di ricerca, master, corso di perfezionamento scientifico e laurea specialistica, previsti e disciplinati dal Decreto del Murst 3 novembre 1999, >n. 509, pubblicato nella G.U. n. 2 del 4gennaio 2000)...’ Per quanto attiene alla possibilità di conciliare la frequenza del Master con l’attività lavorativa, va ricordato che l’iscrizione a un Master deve poter coniugare gli interessi del professionista con le necessità delle Aziende; in un rapporto di dipendenza la frequenza a un Master può essere prevista all’interno di vari istituti. Si va dai permessi di studio (150 ore) ai permessi retribuiti (8 giorni/anno) fino al congedo non retribuito e ad altre forme negoziate. Questo può realizzarsi se la contrattazione aziendale riconosce i Master come sviluppo della risorsa umana e pertanto investe dal punto di vista formativo, offrendo l’inquadramento contrattuale e il riconoscimento delle competenze avanzate. In questo momento caratterizzato da un forte cambiamento all’interno dei sistemi organizzativi e nelle competenze richieste ai profili, il Servizio di assistenza infermieristica è chiamato a svolgere un ruolo determinante anche e soprattutto nella valutazione di quanti infermieri avviare ai Master e dei percorsi specialistici sui quali investire per sviluppare i processi di assistenza.

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